Pranoterapia

Può definirsi “un tipo di trattamento che una persona (il pranoterapeuta) compie per lo più valendosi della sola imposizione delle mani, e nella sensibilità di equilibrare i punti energetici”. Il termine, prende le mosse dalla parola sanscrita (l’antico idioma indiano classico e forse la lingua più remota del mondo) –PRANA- che sarebbe una sorta d’ENERGIA primordiale, il soffio vitale, il respiro cosmico, condizionando in ogni suo aspetto tutto l’universo. L’operatore può spesso solo dare risultati definitivi o sostanziali, parziali, settoriali, lievi o addirittura nulli. La pranoterapia vuole essere un mezzo terapeutico, un presidio terapeutico che sotto il controllo del medico a con l’incoraggiamento della medicina, venga a completare, approfondire e potenziare l’effetto delle terapie ortodosse. In altri termini essa vuol essere, o vorrebbe essere una specie particolare di “farmaco in più” (non invasivo) nell’armamentario del medico e del quale esso possa servirsi, in quei casi in cui sarebbe necessario attivare l’uso dei medesimi, ma soprattutto, non sentendosi in ciò sminuito della sua originale, principale ed insostituibile funzione.

LE SPERIMENTAZIONI di laboratorio e scientifiche fino ad ora fatte sui pranoterapeuti si articolano nei seguenti punti:

ENERGIE RADIANTI DAL CORPO. Particolari radiazioni con radioattività esigua con emissione di “fotoni”, radiazioni che in ogni modo basse, sono presenti sia nell’uomo sia negli animali sia nelle piante.

EFFETTI DEL “FLUIDO” SU APPARECCHIATURE VARIE:

 Apparecchiature progettate per rivelare un’eventuale azione che influenzasse sistemi in precario equilibrio messi in luoghi isolati e fuori del contatto del soggetto, (METALLO, CARTA, MICA, ecc…). Talora il soggetto li facesse muovere si sarebbe portati a pensare di aver dimostrato la presenza di un’emissione di “FLUIDO” tali apparecchiature si sono chiamati via, via, MAGNETOSCOPIO DI RUTTER, MAGNETOMETRO DI FORTIN ecc… Tutto ciò è stato criticato e riveduto dal dott. Moby d’Oxford, ma tutt’oggi la questione è l’oggetto di discussione tra le variabili dipendenze in parapsicologia.

LA MUMMIFICAZIONE: è la strana proprietà presente in alcuni individui, di provare delle modificazioni conservative su tessuti viventi per mezzo di ripetute e prolungate imposizioni delle mani.Un fenomeno raro che rivela nell’uomo probabilità ignorate dai trattati scientifici.

AZIONE SU PIANTE E SEMI: è di comune osservazione riscontrare persone, in genere di sesso femminile, alla presenza delle quali le piante, i fiori ed in genere i vegetali crescono rigogliosamente (è chiamato “POLLICE VERDE”) o, viceversa appassiscono (“POLLICE NERO”) esperimenti in tal senso stati condotti in Francia, in Svizzera ed in Italia.

ESPERIMENTI SU ANIMALI: sono celeberrimi gli esperimenti del dott. Bernard Grad su ferite provate sperimentalmente su topolini di laboratorio. Alcuni di loro furono trattati con una certa tecnica da Estabany (PRANOTERAPIA) ed altri furono lasciati guarire normalmente. I risultati furono che i topolini trattati con PRANA, la guarigione delle ferite fu significativamente più veloce che quella degli altri che guarirono nel tempo ordinario.

ESPERIMENTI SU MICRO-ORGANISMI

Sono stati condotti su culture di bacillus subtilis, di bacillo d’Eberth (del tifo) di funghi microscopici patogeni come la rhizoctonia solani (delle patate) e lo stereum purpureum e si riscontrò che quando i soggetti erano in stato competitivo e motivato si ottenevano risultati eccellenti, che invece mancavano quando lo stato d’animo era d’indifferenza.

AZIONE SU MATERIALE BIOLOGICAMENTE ATTIVO

Esperimenti con vari enzimi, tra cui la tripsina (prodotto dal pancreas) la quale aveva mostrato di accrescere la sua attività sotto l’azione di un forte lampo magnetico. La sperimentatrice è stata Justa Smith, una suora laureata in biochimica e preside della facoltà di scienze naturali al Rosari Hill College di Buffalo.

CAMERA KIRLIAN

Si tratta di una fotografia ottenuta per mezzo di corrente d’alto voltaggio, che produce immagini su una pellicola fotografica, sfruttando una scarica a corona sulla superficie di un oggetto (effetto TELSA dal nome dello scopritore nel 1891). Nel 1939 i coniugi russi Semyon e Valentina Kirlian, due fisici del Krasnodar in Russia idearono quest’apparecchiatura.